Le iene parlano di abusi sessuali in ipnosi ma non dicono che...

Collegandosi al link https://www.iene.mediaset.it/video/ipnosi-attenzione-agli-abusi_13357.shtml?r=td-13357  è possibile consultare il servizio televisivo dal titolo "Ipnosi: attenzione agli abusi" andato in onda nella puntata dell'8 Aprile della trasmissione televisiva Le Iene.

Tuttavia, il servizio della giornalista Veronica Ruggeri è da considerarsi lesivo per le professioni sanitarie, e severamente disinformativo poichè contraddice perfino le più ovvie verità scientifiche, sacrificate evidentemente sull'altare dello share televisivo. Cosa ancor più grave, il servizio alimenta tendenziosamente il timore di un rischio inesistente (l'abuso sessuale in ipnosi) facendo leva su luoghi comuni che rischiano di compromettere l'accesso dei pazienti alle cure ipnotiche.

 

Scopo del servizio era dimostrare la possibilità di un abuso sessuale ai danni di una donna posta in stato di ipnosi. Per supportare questa tesi, un operatore ha indotto lo stato ipnotico in una ragazza senza che questa ne fosse stata informata, provvedendo poi a sbottonarle la camicia e sollevarne la gonna. Di seguito alcune considerazioni sul servizio:

- Sbottonare due bottoni di una camicetta e spostare un lembo di gonna sono azioni che non prevedono alcun contatto cutaneo sulle zone erogene, ma producono una lieve sensazione somestesica dovuta allo strofinio dei tessuti. In altre parole, le percezioni associate a queste azioni sono ben distanti da quelle che potrebbero innescare il sospetto di un abuso sessuale.

- Nel commentare le fasi successive all’uscita dalla trance ipnotica, la giornalista pone molta enfasi sul fatto che la ragazza non abbia notato l’ingresso del cameraman nella stanza. Questo aspetto tuttavia non deve sorprendere, sia perché la ragazza era ad occhi chiusi quando il cameraman entrava in punta di piedi, sia perché l’inibizione dei distrattori (in questo caso il cameraman) e il restringimento dell’attenzione a specifici target (es. la voce dell’operatore) sono aspetti caratterizzanti lo stato cognitivo di un individuo in stato di ipnosi.

- Nel corso dell’intervista viene chiesto alla ragazza se fosse consapevole di essere stata ipnotizzata. La risposta è chiaramente negativa poiché non era mai stata menzionata la parola ipnosi ed è inoltre probabile che la ragazza non avesse esperienze precedenti di ipnosi.

- Alla domanda “ti ricordi tutto di quello che è successo?” la risposta è “SI”, contrariamente alla tesi supportata dal servizio televisivo. La giornalista chiede in seguito “hai la maglia sbottonata?”, e “ti ricordi che l’ha sbottonata lui?”: ad entrambe le domande la risposta è ancora un deciso “SI”.

- La giornalista chiede poi all’ipnotista “avresti potuto spingerti oltre?”; la risposta dell’operatore è affermativa, ma immediatamente la ragazza interviene precisando che “per come la stavo vivendo io non credo”. Per ripiegare all’indesiderata risposta della ragazza, l’operatore pone quindi delle domande dalla prevedibile risposta affermativa in quanto riferite ad aspetti caratterizzanti la fenomenologia ipnotica (es. ti sentivi frastornata, con il corpo pesante). Senza alcun evidente fondamento logico, la giornalista conclude quindi che “l’esperimento è chiaro” e dimostra che l’ipnosi può “annullare la volontà di una persona per abusarne”.

- Il servizio termina con una serie di raccomandazioni sul prestare attenzione all’ipnosi indesiderata e al potenziale rischio di abusi sessuali. Raccomandazioni che vengono poi ulteriormente ribadite anche dai conduttori in studio.

 

Da quanto descritto appare chiaro che i commenti dei giornalisti sono dissonanti rispetto al contenuto degli eventi mandati in onda (sarebbe interessante osservare anche le parti tagliate): infatti, la ragazza ipnotizzata ha dimostrato di essere sempre stata consapevole dell’accaduto, di averne conservato memoria e capacità di identificarne l’autore, anche se ad occhi chiusi e in stato di ipnosi. Ha inoltre chiarito che in quei momenti avrebbe impedito all’ipnotista di spingersi oltre in comportamenti sessualmente invasivi, contrariamente a quanto fatto credere dal servizio (e dall’ego dell’ipnotista...).

E' importante ricordare che l’ipnosi rappresenta una condizione psicofisiologica nota, rispetto alla quale la letteratura scientifica ha prodotto numerosi studi; rappresenta inoltre una tecnica di ampio uso nella pratica clinica di medici e psicologi specializzati. Tuttavia, anche a causa di una cattiva informazione mediatica, sono ancora molti i pregiudizi associati alla natura di questa tecnica: taluni ritengono ad esempio che in stato di ipnosi l’individuo si trovi in condizione di incoscienza, di passività e di obbedienza all’operatore, e che manifesti fenomeni di amnesia post-ipnotica. Tutto questo è da ritenersi errato, come osservato (ma non commentato) nel servizio de Le Iene, ma soprattutto come dimostrato da una vastissima letteratura scientifica di riferimento (si veda ad esempio la review di Wagstaff, 2008. Hypnosis and the Law: Examining the Stereotypes, Criminal justice and behavior). E’ fondamentale infatti precisare che l’ipnosi non può essere utilizzata per compiere azioni che violino l’etica e la morale di un individuo, e allo stesso tempo non è possibile ottenere la completa amnesia di quanto accaduto in ipnosi (al contrario, spesso si osservano fenomeni di ipermnesia). Anche l'autorevole American Psychological Association (APA; 1994) dichiara che “contrariamente ad alcune rappresentazioni dell’ipnosi promosse da libri, film e televisione, l’individuo ipnotizzato non perde il controllo sul proprio comportamento” (pag. 143).

In conclusione, servizi come quello mandato in onda da Le Iene, se da una parte favoriscono gli ascolti televisivi, dall’altra non rendono certamente un buon servizio alla verità scientifica e agli operatori sanitari coinvolti. Un’informazione disattenta rischia infatti di arrecare un severo danno alla professionalità e all’immagine di operatori troppo spesso impegnati a fronteggiare i pregiudizi di clienti che temono erroneamente uno strumento dal quale potrebbero invece trarre beneficio clinico. E’ stato dimostrato infatti che false credenze e pregiudizi sull’ipnosi ostacolano il ricorso dei pazienti a questo strumento. 

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Commenti: 3
  • #1

    Fabius (martedì, 10 aprile 2018)

    A questo punto mi chiedo se sia possibile fare denuncia per i danni che questo servizio ha fatto e chiedere giusta rettifica.
    Da verificare poi se l'intervistatrice sia davvero una giornalista...

  • #2

    Rinaldo Perri (martedì, 10 aprile 2018 23:16)

    Molto probabilmente non è una giornalista, comunque ho già provveduto a scrivere una lettera alla redazione del programma e a Veronica Ruggeri...

  • #3

    alberto (martedì, 10 aprile 2018 23:19)

    non sono giornalisti
    sono IENE
    e le iene si nutrono di carogne