Abusi sessuali in ipnosi: il bluff de Le Iene arriva con due secoli di ritardo...

Recentemente la trasmissione televisiva Le Iene ha mandato in onda un servizio tendenzioso in cui veniva alimentato un rischio inesistente, ovvero l'abuso sessuale ai danni di una persona ipnotizzata. A supporto di questa tesi, che risulterebbe assurda perfino al più neofita fra gli ipnotisti, Le Iene conducono un "esperimento" con la complicità di un operatore. Quest'ultimo induce lo stato ipnotico in una ragazza per poi sbottonarle il bottone della camicia e sollevarle un lembo di gonna. Dopo l'uscita dalla trance ipnotica, l'intervistatrice pone alcune domande alla ragazza, che risulta completamente consapevole di quanto accaduto in stato di trance. Tuttavia, il servizio televisivo intendeva veicolare il messaggio opposto, ovvero "l'ipnosi annulla la volontà di una persona per abusarne", e tutto sembra dover confermare questa ipotesi (anche con l'ausilio di una suggestiva musica di sottofondo), contrariamente a quanto emerso dall' "esperimento".

In questa sede eviterò di commentare la condotta deontologica del collega, che non è certamente nuovo a campagne di disinformazione scientifica sull'ipnosi. Vorrei invece ricordare quello che è probabilmente il primo esperimento storico sulla possibilità di presunti abusi sessuali in ipnosi. Nel corso dell' Ottocento il celebre psichiatra francese Charcot divenne presto celebre per i suoi studi sull'ipnosi. In quegli anni studiosi di tutto il mondo si interrogavano sulla natura della suggestionabilità e della suggestione ipnotica, e Charcot diede certamente un importante contributo alla comprensione del fenomeno. Un giorno, allo scopo di mostrare le potenzialità dell'ipnosi ai suoi colleghi provenienti da diverse parti d'Europa, Charcot decise di condurre un esperimento pubblico. Il medico reclutò un gruppo di suore e, dopo aver indotto la trance ipnotica, impartì una serie di suggestioni dagli effetti oggi noti ma all'epoca stupefacenti: ad esempio, mise nelle loro mani dei sassi roventi senza che le donne mostrassero alcun segno di disagio o sofferenza al calore. Tuttavia, Charcot non riuscì mai a sollevare la gonna delle suore sopra le scarpe senza che queste si risvegliassero d'improvviso dalla trance ipnotica (si narra addirittura che Charcot rimediò un clamoroso ceffone da una di loro...). L'esperimento dimostrò, 200 anni prima de Le Iene, che una buona trance ipnotica non è in grado di violare la morale di un individuo, nonostante alcune facoltà cognitive (es. la capacità di monitoraggio e di giudizio critico) vengano notevolmente ridotte dalla condizione ipnotica per via di un effetto neurofisiologico noto come "ipofrontalità".

Tutto ciò che avviene all'individuo in ipnosì è quindi accettato dall'individuo stesso, come dimostrato anche dalla ragazza de Le Iene che, munita di telecamere nascoste e in veste di "complice", ha accettato di buon grado quanto stava accadendo, dichiarando però che non avrebbe concesso all'ipnotista di spingersi oltre in comportamenti realmente abusanti...

Come se non bastasse, anche il celebre psichiatra americano Milton Erickson (considerato il padre dell'ipnosi moderna) scrisse che: "le suggestioni miranti a far compiere azioni anti-sociali, o anche semplici scorrettezze, sono rifiutate; se l'ipnotista insiste, i soggetti immancabilmente si svegliano con una sensazione di turbamento e disagio, e in genere non collaborano a ulteriore lavoro ipnotico".

Il presunto esperimento-scoop de Le Iene arriva quindi in gran ritardo e, come se non bastasse, giunge a conclusioni errate che verrebbero facilmente smentite perfino da un ipnotista (serio..) dell'Ottocento.

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