Ipnosi: teoria del controllo dissociato

La teoria del controllo cognitivo ipotizza il seguente flusso di informazioni nella nostra percezione e nelle conseguenti risposte:

1.     Gli stimoli sensoriali ascendono dal sistema nervoso periferico al sistema nervoso centrale mediante specifiche vie ascendenti (es. spinotalamica)

2.     Nel SNC un sistema di selezione automatica detto Sistema di Selezione Competitiva (o contention scheduling, CS), che mediante una procedura simile ad un algoritmo probabilistico Bayesiano, inibisce tutti i modelli (o schemi) meno adatti in competizione tra loro, tranne...

quello più idoneo (es. un’azione specifica). Questo sistema opera in condizioni abituali, è rapido e non è controllato dalle forme volontarie di attenzione.

3.     In contesti nuovi e inusuali ai quali non corrisponde alcun modello predittivo, il sistema di selezione competitiva, da solo, non è più sufficiente. Diventa quindi necessario l’intervento del sistema attentivo supervisore (SAS) che ha la funzione principale di risolvere conflitti fra percezioni e schemi contrastanti, trovare soluzioni nuove (problem solving), pianificare e prendere decisioni accurate (decision-making). In altri termini, il SAS richiede l’attenzione volontaria, la sua attività è lenta e collegata al Sense of Agency (senso di agenzia), ovvero al senso di autoconsapevolezza dei propri pensieri e azioni.

 

Anatomicamente, il SAS può essere identificato in due principali aree frontali: l’unità di livello gerarchicamente inferiore si trova nella corteccia cingolata anteriore (ACC), quella superiore invece nella corteccia prefrontale (CPF).

Secondo la teoria del controllo dissociato (Bowers, 1990, 1992) l’ipnosi indebolisce il controllo esecutivo del sistema attentivo supervisore (SAS) sui sub-sistemi senza creare una vera e propria dissociazione della coscienza, diversamente da quanto ritenevano i suoi predecessori (si veda ad es. Hillgard e la teoria neodissociativa). Mediante questo “indebolimento”, che si associa ad una inibizione della CPF, la suggestione ipnotica attiverebbe direttamente gli schemi del CS. In aggiunta, l’inibizione prefrontale ad opera dell’ipnosi comporta alcune condizioni tipiche dello stato ipnotico, ovvero:

-        Inibizione del senso di agenzia con senso di involontarietà (controllo nullo o scarso) dei pensieri

-        Inibizione del senso di agenzia con senso di involontarietà delle azioni

-        Ridotta capacità di risoluzione dei conflitti cognitivi, che sia associa a ridotta capacità di analisi critica

-        Inibizione dell’orientamento volontario di risorse attentive

In altri termini, è come se l’operatore assumesse il “timone” del SAS accedendo così al CS e ai suoi modelli predittivi. E’ questa, ad esempio, una delle spiegazioni ai fenomeni allucinatori, analgesici, immaginativi tipici della condizione ipnotica.

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