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Abusi sessuali in ipnosi: il bluff de Le Iene arriva con due secoli di ritardo...

Recentemente la trasmissione televisiva Le Iene ha mandato in onda un servizio tendenzioso in cui veniva alimentato un rischio inesistente, ovvero l'abuso sessuale ai danni di una persona ipnotizzata. A supporto di questa tesi, che risulterebbe assurda perfino al più neofita fra gli ipnotisti, Le Iene conducono un "esperimento" con la complicità di un operatore. Quest'ultimo induce lo stato ipnotico in una ragazza per poi sbottonarle il bottone della camicia e sollevarle un lembo di gonna. Dopo l'uscita dalla trance ipnotica, l'intervistatrice pone alcune domande alla ragazza, che risulta completamente consapevole di quanto accaduto in stato di trance. Tuttavia, il servizio televisivo intendeva veicolare il messaggio opposto, ovvero "l'ipnosi annulla la volontà di una persona per abusarne", e tutto sembra dover confermare questa ipotesi (anche con l'ausilio di una suggestiva musica di sottofondo), contrariamente a quanto emerso dall' "esperimento".

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Le iene parlano di abusi sessuali in ipnosi ma non dicono che...

Collegandosi al link https://www.iene.mediaset.it/video/ipnosi-attenzione-agli-abusi_13357.shtml?r=td-13357  è possibile consultare il servizio televisivo dal titolo "Ipnosi: attenzione agli abusi" andato in onda nella puntata dell'8 Aprile della trasmissione televisiva Le Iene.

Tuttavia, il servizio della giornalista Veronica Ruggeri è da considerarsi lesivo per le professioni sanitarie, e severamente disinformativo poichè contraddice perfino le più ovvie verità scientifiche, sacrificate evidentemente sull'altare dello share televisivo. Cosa ancor più grave, il servizio alimenta tendenziosamente il timore di un rischio inesistente (l'abuso sessuale in ipnosi) facendo leva su luoghi comuni che rischiano di compromettere l'accesso dei pazienti alle cure ipnotiche.

 

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Catalessi ipnotica

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Catalessi ipnotica
Questo filmato mostra una paziente sottoposta a trattamento ipnotico antifumo, e fornisce una chiara dimostrazione di "catalessi ipnotica". Con catalessi ipnotica si intende un fenomeno psicomotorio caratterizzato dalla tonicità bilanciata dei muscoli agonisti e antagonisti. Un soggetto catalettico manifesta quindi uno stato di inerzia e indifferenza agli stimoli esterni, ed è in grado di mantenere una certa posizione per un tempo indefinito, senza che questo comporti alcun tipo di dolore o disagio. In questo filmato si distinguono chiaramente la catalessi del braccio e delle palpebre: quest'ultime rimangono semichiuse per tutta la durata della trance ipnotica, e non si riscontrano movimenti di ammiccamento. La fissità dello sguardo conferma ulteriormente la genuinità dello stato di modificazione di coscienza.
CP catalessi_cen.mp4
File audio/video MP4 6.0 MB
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Smoker's face: come diventa il volto dei fumatori?

Il fumo fa invecchiare la pelle. Il fumo di sigaretta causa infatti, nel 100% delle fumatrici, la “smoker’s face”.

Una ricerca sviluppata in Ohio, negli Stati Uniti, ha studiato le differenze fisiche tra i visi di gemelli, uno fumatore e l’altro no, confermando un’opinione ormai consolidata: il fumo invecchia. Nelle foto, il gemello che sembra più giovane è quello non fumatore.

Un termine coniato per la prima volta nel 1985 dal medico inglese Douglas Model 

 

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Attività cerebrale associata all'ipnosi: una recente ricerca di neuroimmagini

Lo stato di ipnosi è collegato con variazioni nell'attività dei neuroni di specifiche aree cerebrali. A identificare questa correlazione è stato un gruppo di neuroscienziati della Stanford University che firmano un articolo su "Cerebral Cortex" (clicca su http://cercor.oxfordjournals.org/content/early/2016/07/27/cercor.bhw220.short per visualizzare l'articolo originale) .

 

È stato dimostrato che nei pazienti che possono essere facilmente ipnotizzati questa tecnica è efficace nel ridurre il dolore cronico, il dolore del parto e quello connesso ad altre procedure mediche. Il risultato dei ricercatori di Stanford potrebbe quindi suggerire un modo per applicare l'ipnosi anche alle persone che non sono naturalmente suscettibili a questa tecnica.

 

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Sigarette elettroniche: alcune sono 10 volte più cancerogene della sigaretta tradizionale

Nell'ultimo articolo di questo blog avevamo messo in evidenza le ragioni farmacologiche e comportamentali che fanno delle sigarette elettroniche un metodo inadeguato e addirittura controindicato per chi vuole smettere di fumare. Nel ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi metodo "sostitutivo" per smettere di fumare, riportiamo di seguito un articolo in cui si descrivono i risultati uno studio (ma ne esistono molti altri) che dimostra come il contenuto di talune "eCig" possa essere nocivo e cancerogeno, in misura superiore di anche 10 volte rispetto alle sigarette tradizionali!

 

 

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Le sigarette elettroniche sono pericolose: non funzionano ed ostacolano ogni ulteriore tentativo di smettere di fumare

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio "boom" di vendite delle cosiddette sigarette elettroniche. Ma questi "sostituti" della sigaretta sono realmente utili a favorire il processo di dissuasione nel fumatore?

Da un punto di vista comportamentale e farmacologico sicuramente no: bisogna infatti tener presente che la sostituzione della sigaretta con un omologo in plastica non fa altro che mantenere viva la gestualità del fumo ed alimentare la dipendenza comportamentale dalla sigaretta (con l'aggravante di consentire un uso più diffuso del dispositivo data la possibilità di fumare in luoghi solitamente inaccessibili alle sigarette). Analogamente a quanto avviene per la dipendenza comportamentale, anche la componente farmacologica della dipendenza non viene risolta ma "sostituita" dal contenuto nicotinico del dispositivo. 

 

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