COSA E' L'IPNOSI

Poche righe non sarebbero sufficienti a descrivere esaustivamente l'ipnosi e i suoi correlati psicofisiologici. Per una descrizione più approfondita rimando quindi il lettore più esperto a testi specifici. Al contrario, vorrei rivolgere questa sezione a coloro i quali ignorano la fenomenologia ipnotica o addirittura dubitano della sua natura in quanto fenomeno fisiologico. Descriverò quindi sinteticamente cosa è l'ipnosi a partire dai pregiudizi e dai luoghi comuni riscontrati più frequentemente nella mia esperienza clinica e non solo.

Purtroppo la cinematografia e taluni "show" televisivi hanno contribuito ad alimentare false credenze rispetto a questa tecnica, che non a caso talvolta appare circondata inopportunamente da un'aura di mistero se non addirittura di misticismo. E' quindi importante distinguere la cosiddetta ipnosi da palcoscenico dall'ipnosi clinica. La prima rappresenta un deprecabile fenomeno da intrattenimento, la seconda uno strumento di intervento clinico che in quanto tale deve essere praticato soltanto da personale sanitario opportunamente formato. 

Per sgomberare il campo dai principali pregiudizi, è utile ricordare anzitutto cosa NON è l'ipnosi:

  • l'ipnosi non è magia nè illusione
  • non è vero che soltanto i "creduloni" si lasciano ipnotizzare
  • il soggetto in condizione ipnotica non obbedisce passivamente all'operatore
  • in stato ipnotico non si corre il rischio di fare o raccontare cose segrete o imbarazzanti
  • non esiste il rischio di non potersi risvegliare dalla trance
  • l'ipnosi non è sonno

Al contrario, l'ipnosi rappresenta un fenomeno psicofisiologico naturale che ciascuno di noi esperisce nel corso della vita e della giornata: per fare degli esempi, si pensi a quando si è talmente assorti nella lettura di un libro da dimenticare tutto il resto, oppure quando si è talmente impegnati in un'attività da "non percepire" il tempo che passa, o ancora quando pensiamo intensamente fissando un punto nel vuoto... La quasi totalità delle persone è ipnotizzabile, sebbene vi siano diversi gradi di suscettibilità individuale. La scarsa intelligenza non è predittore di buona suscettibilità ipnotica, anzi, è stato dimostrato che le persone più creative, curiose e capaci di riflessioni "interne" sono generalmente più predisposte ad una buona trance ipnotica. Inoltre, è importante ricordare che la volontà del soggetto ipnotizzato non viene mai compromessa dall'operatore: è infatti impossibile indurre una persone a fare qualcosa che violi la sua etica e la sua morale.

Dal punto di vista fisiologico, l'induzione dello stato ipnotico produce degli effetti benefici di per se (ovvero indipendentemente dal lavoro clinico): ne sono un esempio il profondo stato di rilassamento muscolare, la maggiore secrezione di endorfine (i cosiddetti oppiacei endogeni) e la riduzione di cortisolo (anche detto ormone dello stress), oltre che uno stato cognitivo di intensa concentrazione sui target e di inibizione dei distrattori. La condizione ipnotica è inoltre caratterizzata dalla capacità di produrre immagini mentali estremamente realistiche. Queste ed altre caratteristiche fanno si che le persone valutino in maniera estremamente positiva la condizione ipnotica, riuscendo mediante questa tecnica a vivere anche delle esperienze connotate da un importante coinvolgimento a livello sensoriale, cognitivo ed emotivo.

Infine, è importante distinguere l'induzione ipnotica dall'ipnositerapia, ovvero il lavoro terapeutico svolto durante la condizione ipnotica. L'ipnositerapia si avvale di suggestioni ipnotiche e post-ipnotiche il cui contenuto cambia in base all'obiettivo dell'intervento terapeutico, oltre che alla formazione clinica dell'operatore.