Stress

IPNOSI PER LO STRESS

Apprendere l'autoipnosi rapida per gestire l'ansia e lo stress

Cosa è lo stress?

Il termine stress è entrato a far parte del linguaggio comune e viene talvolta usato impropriamente per definire eventi e reazioni di varia natura. Uno dei più autorevoli fisiologi che per primo studiò lo stress fu Hans Selye, il quale definì lo stress come una sindrome generale di adattamento (SGA). Selye giunse a questa definizione sulla base delle evidenze secondo cui l’organismo è biologicamente predisposto a produrre una serie si segni e sintomi in risposta a richieste ambientali di

qualsiasi natura. Lo stress viene quindi concepito come una risposta psicofisiologica adattiva a qualsiasi evento che risulti particolarmente esigente (demanding) per l’individuo.

Quali sono gli aspetti psicofisiologici dello stress, e cosa comportano?

In accordo al modello di Selye, di fronte ad un evento stressante (o stressor), l’organismo produce una risposta di adattamento che si articola in 3 fasi.

I: fase di reazione o allarme. Rappresenta la reazione immediata allo stress ed è caratterizzata dall’incremento di secrezione delle catecolamine (adrenalina, noradrenalina, dopamina) e dall’aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria. L’attivazione del sistema nervoso simpatico produce uno stato di maggiore reattività psicofisiologica.

 

II: fase di resistenza o adattamento. E’ la fase in cui l’organismo sostiene la reazione da stress anche dopo le fasi iniziali. Determinante è il coinvolgimento dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, responsabile della maggior secrezione di cortisolo (detto anche ormone dello stress). Elevati livelli di cortisolo nel lungo periodo riducono le difese immunitarie e possono indurre o precipitare numerose patologie di carattere sia organico che psicologico.

 

III fase: esaurimento. Rappresenta la fase in cui la minaccia è terminata e l’organismo può recuperare dallo sforzo profuso. In genere si raggiunge questa fase in due casi:

  • l’individuo dispone ancora di energie (biochimiche) ma ha già superato la fase critica. In questo caso l’esperienza percepita sarà di sollievo, simile a quella che segue un rapporto sessuale.

  • la II fase (resistenza) ha avuto una durata eccessiva e l’organismo ha esaurito tutte le sue riserve. In tal caso l'esperienza sarà debilitante e di spossatezza, con propensione ad episodi depressivi.

 

Da quanto descritto, è facile comprendere i motivi per cui reazioni intense e continuative da stress risultano nocive per l’organismo. Se mal gestiti, infatti, stress ripetuti possono condurre l’organismo ad una condizione di elevata vulnerabilità psico-fisica che in taluni casi tende a produrre rilevanti manifestazioni di carattere organico (es. dermatiti, ulcera, disturbi gastrici), comportamentale (es. evitamento, ipercontrollo, compromissioni sociali e lavorative) e psicologico (es. disturbi del sonno, ansia, umore disforico, irritabilità).

 

Come funziona l’ipnosi anti-stress?

Sono diverse le modalità mediante le quali l’ipnosi cognitiva può agevolare la gestione dello stress: in buona parte dipendono dal tipo di stressor. Il terapeuta analizza e corregge le modalità disfunzionali di "coping", ovvero le strategie adottate per fronteggiare lo stress. Si agisce quindi sui fattori precipitanti e di mantenimento, con l'obiettivo di favorire comportamenti più adattivi. Inoltre, l'utilizzo dell'ipnosi consente l’apprendimento dell’autoipnosi rapida, ovvero una condizione di benessere psicofisiologico capace di ridurre la secrezione delle sostanze biochimiche associate alla risposta da stress. Studi scientifici dimostrano infatti che la condizione ipnotica riduce la quantità di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, consentendo inoltre la regolarizzazione di diversi parametri quali la frequenza cardiaca e respiratoria, oltre che il rilassamento muscolare. A livello cognitivo, inoltre, l’autoipnosi consente di orientare l’attenzione sugli elementi che risultano interessanti o gradevoli all’individuo favorendo così l’inibizione dei pensieri disturbanti. A livello comportamentale, infine, l’autoipnosi consente una gestione più funzionale della risposta da stress, prevenendo eventuali reazioni fisiche e verbali indesiderate, oltre che comportamenti impulsivi che possono talvolta entrare a far parte di una sequenza di risposte apprese agli stressor.